Riuscire le transizioni nel triathlon (T1 e T2)
A volte si dice che la transizione sia la « 4ª disciplina » del triathlon. È lì che si perdono — o si guadagnano — secondi preziosi, spesso gratuitamente. Buona notizia: si può lavorarci e organizzarsi.
Preparare la propria area di transizione
Disponete il vostro materiale sempre nello stesso ordine, in modo minimalista: bici pronta (rapporto giusto innestato), casco aperto posato sul manubrio, scarpe da ciclismo, poi scarpe da corsa. Localizzate bene la posizione della vostra bici nel parcheggio PRIMA della partenza (contate le file).
T1: dal nuoto alla bici
- Uscendo dall'acqua, abbassate la zip della muta e iniziate a toglierla correndo.
- Nel vostro spazio: muta tolta, casco allacciato PRIMA di toccare la bici (regola ristretta), scarpe.
- Uscite dal parcheggio spingendo la bici fino alla linea di salita.
T2: dalla bici alla corsa
- Togliete i piedi dalle scarpe negli ultimi metri (se siete a vostro agio) per scendere a piedi nudi.
- Bici sistemata, casco tolto solo DOPO aver posizionato la bici.
- Scarpe da corsa (con lacci elastici), si parte.
Gestire le gambe all'inizio della corsa
I primi passi dopo la bici sono « cotonosi »: è normale. L'allenamento in mattone (enchaîner bici poi corsa) abitua il corpo a questa sensazione — indispensabile, soprattutto su 70.3 e distanze lunghe.
Allenarti alle transizioni
Ripetete i gesti in allenamento, cronometro in mano: salire/scendere dalla bici, indossare le scarpe. Per iniziare bene, vedi anche la nostra guida del primo triathlon.
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